Sul Corriere di oggi 13 giugno si legge che il segretario regionale CGIL Italo Tripi è convinto che è "il momento di dire anche una verità scomoda" La mancata informazione e formazione sulle norme di sicurezza è responsabilità del datore di lavoro ma " per rendere sicuro il lavoro occorre sempre allerta e vigilanza in ogni singolo operatore, in ogni operaio, in ogni tecnico, senza aspettare i controlli che magari poi non arrivano" E ancora: " C'è però qualcosa che va in tilt nel meccanismo della prevenzione. O per eccesso di sicurezza dei lavoratori, O per sottovalutazione da parte delle aziende nell' approntamento dei mezzi idonei. " E ancora :" Ma il resto aspetta a ognuno di noi. Perchè siamo tutti chiamati ad adeguarci alla norma, a rispettarla, ad allacciare la cintura sulle impalcature, ad indossare il casco, a insaccarci nelle tute se richiesto, a coprirci il viso con le maschere, a respirare l' ossigeno delle bombole, ad usare occhiali e guanti protettivi, insomma a fare quello che serve per tornare dai nostri figli a fine lavoro" E poi :"Il nemico giurato del lavoratore è la routine. E si diventa esposti al massimo quando si è sicuri di sè stessi. Come non bisogna mai essere. E come invece accade".