I regimi polizieschi dell' ottocento erano famosi per le intercettazioni e per la censura della posta. L'avvio verso una democrazia vera avvenne anche attraverso la lotta a questi sistemi di controllo di quei regimi che alla fine soccombettero.
Oggi, quando la democrazia impera nei nostri paesi dove, particolarmente in Italia l'Autority della Privacy crea mille camarille per evitare la diffusione di dati sensibili ecc e vien data massima evidenza a tutte le metodiche che consentono la tutela della privacy del cittadino, la nostra magistratura si consente di intercettare le telefonate con una facilità che lascia strabiliati. Questo viene fatto, è detto, per raccogliere dati utili alle indagini, ma il sospetto, vista la generalizzazione del fenomeno, è quello che si usi il sistema delle intercettazioni in modo così generalizzato, per vedere se per caso non si riconoscano informazioni che possano servire per istituire una bella pratica magari finalizzata a perseguire un antagonista politico. Non solo, ma questi dati, in barba alla riservatezza dei dati istruttori, vengono rilasciati ai giornali e diffusi dai media comprendendo nella diffusione anche informazioni che nulla c' entrano con le indagini e spesso riguardano pettegolezzi di vita privata.
La cosa drammatica è che ormai più nessuno si indigna di questa violenza sistematicamente perpetrata da certa magistratura, perchè l' opinione pubblica la considera un atto dovuto. Chissà, se non vien già fatto, a quando si tornerà alla intercettazione e alla censura postale di ottocentesca memoria e chissà se anch' essa verrà accettata dalla opinione pubblica con uguale facilità.
L' atmosfera che si sta creando è simile a quella della Santa Inquisizione. Si dice : di fronte a sicure violenze degli inquisitori si può denunciare il fatto alla magistratura. Sono scettico: cane non mangia cane.